| ArsMagica.it > Cliffheart > saga > gli abitanti dell'Alleanza > Eileen di Merinita > cose dette e riferite |
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Dialogo tra una Maga Merinita e un Re delle Fate Eileen: Vi rivedo con piacere, saggio Ciaran na. Ciaran na: Sei sempre la benvenuta Eileen. Cosa ti porta qui? E: Era tanto tempo che non mi recavo in queste terre cosi' vicine alla mia natura; sto attraversando un periodo di studio intenso che si protrarrà ancora per molto tempo a venire. Ma vorrei chiedervi il permesso di trascorrere del tempo qui a Kia Sidhe, una volta terminati, sia pure temporaneamente i miei studi. Non so quanto tempo, a Voi piacendo, potrei trattenermi, quindi magari sarà poi il caso di approntare un laboratorio. Scusate se mi esprimo in questi termini magari inconsueti per una permanenza in questa Corte, ma la mia vita e lo studio sono compagni di viaggio pressoché inseparabili... C: Questa se vorrai sarà la tua casa e per tutto il tempo che desideri. Non ti nascondo il dolore, la delusione che mi procura il vederti partire, ogni volta. Non ti sei ancora risoluta a seguire la tua vera Natura? Il tuo sangue non mente. E: Rinunciare a quella che Voi definite "la mia scienza" sarebbe come addentrarmi in un labirinto con gli occhi bendati. Così come non riesco a rinunciare alla mia Natura all'Interno dell'Ordine di Hermes, altresi' e' difficile, se non impossibile che io riesca a rinunciare all'Ordine quando sono tra boschi fatati. Quella di costruire un laboratorio era per Voi un'idea strampalata, ma considerate la mia abitudine a vivere le mie giornate tra quattro mura, intenta ai miei studi. E lo sarei anche se fossi nella casa d un contadino, spoglia di alcunché non legato in qualche modo alla terra e al suo lavoro; considererei mio laboratorio anche una stanzetta in cui dormire, e ormai credo di aver perso l'abitudine di dormire tra le piante, ammesso che l'abbia mai avuta; la mia infanzia e' un periodo in parte oscuro. C: Invece, ti voglio chiedere un favore: siamo molto incuriositi da questi 'libri', mi sembra che si chiamino. Portamene uno, fammene dono ed insegnami a leggerlo. E: Un libro e' praticamente ciò che resta delle conoscenze di un uomo dopo la sua morte. C: Ah, interessante. La morte... E: Esistono al mondo libri su svariati argomenti e chinque ne sappia abbastanza puo' scriverne uno con le sue conoscenze; per esempio, recentemente io stesa ho trascritto su un libro cio che Barbalbero di Bosco Sacro ricordava della Baia di Beanntraí (Bantry). Al momento nella libreria della mia Alleanza pero' non ho accesso a molti libri; alcuni parlano di vicende inventate dagli uomini, uno della Chiesa, altri investigano sulle leggende o sulle bestie fantastiche. Ma ditemi, c'è qualcosa che vi interessa in maniera particolare? C: Io vorrei conoscere meglio il mondo degli uomini, i loro costumi, le loro esigenze ed i loro progetti. E: Qualche libro su cui possa insegnarvi i rudimenti della lettura? Ma dimenticavo di dirvi che i libri che possiede la mia Alleanza sono in latino... C: E che cos'è questo catino? chi usa il catino? E: Latino. E' la lingua comune in cui vengono scritti i libri dai sapienti del mio tempo, per fare in modo che il sapere si possa diffondere quanto più possibile. C: Ah, la lingua dei sapienti, dei dotti! Saranno pieni di mirabolanti teorie ed idee geniali. Bene, bene, conosciamo questi sapienti, quindi. Vorrei che tu mi portassi uno di questi libri in.... latino, vero. E che mi insegnassi a comprendere questa lingua. E: D'accordo, così faremo tra qualche primavera quando, come vi dissi, avrò completato lo studio che attualmente mi impegna. Ma confido di tornare anche prima, seppur per brevissimi soggiorni, tra gli alberi di Kia Sidhe. |
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Titolo |
Aswick: Vorrei parlare con te di Cliffheart. Quali sono i tuoi umori, considerazioni, magari progetti futuri, dopo gli sfortunati accadimenti di pochi mesi addietro? Gradirei che tu parlassi sinceramente, affinchè io possa meglio avere il polso della situazione al fine di svolgere meglio il mio compito. Eileen: Salve Excellentissimo Primo. A: Questa sarà una discussione informale, tra fratelli. E: Naturalmente. Credo vi sia noto che, per quanto naturale con la linea della mia Casata, spesso mi sia recata presso la corte di Kia Sidhe. Sincero è in me lo studio delle Arti di Hermes, ma forte almeno altrettanto il mio sangue e il desiderio di conoscere quanto piu' la gente alla quale sono accomunata. Prima di cominciare il lungo studio nel quale sono adesso impegnata mi recai a Kia Sidhe e lo stesso, col vostro permesso, penso di fare alla fine di tale studio, piacendo, come e' stato finora, a Ciaran na. A: Sono sicuro che il tuo comportamento non sarà tale da arrecare danno ai tuoi sodales. In particolare, cosa hai imparato dallo studio di quelle creature? E: Sto cercando di imparare a conoscerle, perche' in questa maniera conoscerò meglio me stessa. Ma e' un lungo studio, presumo A: Non ti nascondo che mi è difficile capire quali siano le tue motivazioni, cosa ti spinge a trascurare la Via dell'Ordine di Hermes. Nonostante questo, ho piena fiducia in te. Hai dunque preso in considerazione la possibilità di allontanarti dai tuoi fratelli per qaulche tempo, così che la tua ricerca di serenità possa giungere prima a compimento? E:Non so se questa ricerca potra avere mai una fine... Se trascuro la Via dell'Ordine è perche' devo ancora conoscermi bene; A: Ti auguro di riuscire nell'impresa, senza dolore. Ricorda però che, così come accade in ogni buona famiglia, le nostre vite sono legate, galleggiamo tenendoci per mano, ed ogni presa deve essere salda. E: In ogni famiglia capita che un figlio si allontani da casa per i propri bisogni o scelte, per far poi ritorno a casa piu forte e consapevole. Mi sento a meta strada tra l'Ordine e il Regno fatato, come se fossi un albero con le radici in Arcadia e da cui nascono fronde ermetiche. Sto cercando di capire se quest'albero possa dare buoni frutti o se dalla convivenza forzata delle due nature possa nascere nocumento alcuno allo sviluppo della pianta. A: Qual'è la tua opinione sull'attuale situazione di Cliffheart? E: Credo che sia l'incertezza a dominare, in questo momento. La scomparsa di Al'gor ha messo in luce i suoi affari non proprio puliti; mi aspetto di scoprire quali conseguenze dovremo pagare adesso per gli accadimenti passati. A: Questo è il mio compito, gestire la transizione. E: Purtroppo Cliffheart non attraversa un buon periodo, e non Vi nascondo di nutrire presentimenti invero poco piacevoli per il futuro della nostra Alleanza. A: Sii più chiara. E: Siamo una famiglia assai variegata, farci stare assime non e' compito da poco viste le diverse nature e stili che ci contraddistinguono; potrebbero anche nascere conflitti interni non facilmente gestibili. Ma spero di sbagliare. Spero solo che il buon senso non ci faccia prendere scelte sconsiderate e ci si possa definitivamente allontanare dalle commistioni col mondo profano e religioso in particolare. Sarebbe piu' auspicabile un ritorno alla natura. A: E all'Ordine di Hermes, immagino. E: Naturalmente; lo davo per scontato, non essendomene mai allontanata. |
Il suono della foglia che incontra l'onda Eileen mette in una sacca una bottiglia di vino e balza all'isola della Sirena. La vede che nuota agilmente nella zona di mare antistante gli scogli. Nelle sue evoluzioni si rende visibile la coda, scintillante alla luce del sole. Una volta chiamata, si ferma a guardarti per qualche istante: dopo scompare sott'acqua. Riappare alcuni momenti dopo, vicino agli scogli. Si arrampica sopra uno di essi. La coda ha fatto posto a due gambe, forti e agili. Eileen si siede e comincia a parlarle. Eileen: Ti avevo detto che sarei tornata; tener fede alla parola data è una cosa a cui tengo. La conoscenza del mondo fatato fa parte della mia vita, per questo sono qui. E bere insieme lo stesso vino, spero possa sugellare un rapporto amichevole. Sirena: Non hai mantenuto la parola data: nessuna nave ha attraversato queste acque, recentemente. Avevi promesso di fornirmi qualche bel marinaio... Questa non è la base di un rapporto amichevole. E: Mi dispiace dirti che avevo pronosticato una maggiore affluenza di navi da queste parti qualora tu avessi lasciato andare il mio compagno di viaggio; ma così non è stato e quindi ritengo annullato quel patto. Nondimeno non escludo che in futuro quell'uomo possa aver voglia di ritornare su queste isole per disegnarne le mappe; la sua sete di conoscenza è grande al punto da ignorare i pericoli che si possono incontrare. E allora queste acque potrebbero popolarsi, sebbene lo spauracchio dei pirati le cui navi solcano i mari di queste e altre isole sia un deterrente per la circolazione delle genti per mare. S: Tu sei abile con le parole, umana. Quel tuo amico, così temerario... o stupido, potrebbe trovarsi in pericolo se vennisse da queste parti. Sta di fatto che io non ho avuto quello che mi aspettavo, ne' per un verso ne' per l'altro. Questo non mi piace. Parliamo di noi. Cosa sei venuta fare ancora qui? Cos'è questo vino che hai portato? E: Sono tornata perché le tue parole riguardo a un luogo in quest'isola evitato dagli animali mi aveva incuriosito. Questo vino è una bevanda che gli uomini ottengono da un frutto; ne ho bevuto con alcune fate dei boschi, che ne hanno apprezzato il sapore. Solitamente questa bevanda viene bevuta nella feste o per stare un po' più allegri; o anche solo per celebrare qualcosa. S: Cosa ti fa pensare che quel luogo sia accessibile ad una mortale? E' forse questa bevanda intesa ad essere merce di scambio? Io non ho niente da celebrare e non ci sono feste su quest'isola. quanto all'allegria... ho altre cose che mi rendono felice. E: Perché non dovrebbe essere accessibile ad una mortale? Posso sapere qualcosa a riguardo? Questa bevanda potrebbe essere merce di scambio qualora te ne piacesse il gusto; ma se non bevi non potrai mai saperlo. S: Vuoi avere accesso al luogo di cui hai sentito parlare? Facciamo uno scambio: e non intendo con questa bevanda che rechi teco. Sono sicura che hai altro da offrirmi. E: Certamente non posso offrirti la vita di nessun uomo. Sembri avere tutto quello di cui hai bisogno, ti avevo offerto un dono ma lo hai rifiutato; dimmi tu a questo punto cosa potrei offrirti o cosa vorresti per saperne di piu' su questo luogo. S: mi avevi promesso che le rotte sarebbero cambiate in mio favore. E così non è stato. Ti faccio un grande favore a non ucciderti. Va via e non venire mai più qui. E: Vedo che insisti su una promessa che il tuo mancato accordo mi ha impedito di mantenere e che la tua ospitalità è oltremodo discutibile. Insisti nel cercare lo scontro minacciandomi addirittura di morte. A malincuore lascio quest'isola e la possibilità di una maggiore conoscenza del mondo fatato che poteva derivare dalla nostra amicizia. Possano queste acque diventare sconosciute all'uomo ed evitate dalle navi per i secoli a venire. Male incolga a chi disprezza o rifiuta le leggi dell'ospitalità. Eileen sparisce dall'ìsola tornando a Cliffheart con l'incantesimo "Il balzo del ritorno". |
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| updated on 04.04.03 |