La storia di Pathos


Pathos Trebuchet, rimasto orfano dalla nascita, venne allevato nei primi anni della propria vita dallo zio della sua povera madre, morta di parto, il borgomastro di Garlic, paesino del nord dell'Irlanda nei pressi dell'Alleanza di Howling Hills. Suo padre rimase a tutti sconosciuto, ma dalle dimensioni del bimbo (appena nato pesava già quasi dieci chili) non fu difficile pensare che il genitore fosse qualcuno imparentato con la stirpe dei giganti. Fino all'età di 13 anni Pathos rimase presso la casa del suo padre adottivo, che gli insegnò a scrivere in celtico, ma la mole e la prestanza fisica del giovane, nonché la sua forza smisurata per essere quella di un bambino, lo spinsero ad affidarlo ad un maestro d'armi, dal quale il ragazzo imparò ad usare l'Ascia da battaglia e la Spada, anche se, date le dimensioni, preferiva la prima.
Vedendo come il giovane imparava presto la tecnica della lotta anche a mani nude, il suo maestro, Arnold Dexter, che aveva contatti con la Domus di Howling Hills, decise, con il consenso del borgomastro, di far diventare il ragazzo un valido scudiero.
Il giovane Pathos non era però contento di lasciare Garlic: all'età di 23 anni, aveva ormai appreso abbastanza sui metalli da poter svolgere il lavoro di fabbro, e ne sapeva abbastanza sulle armi da poter anche pensare di poter diventare un Forgiatore professionista:oltretutto si era innamorato di una giovane del luogo, ed il suo amore poteva essere persino ricambiato se non fosse stato per i genitori della fanciulla, che si spaventavano ad offrire la loro gracile figlia ad un energumeno di quasi due metri e mezzo. Pathos trascorreva i suoi giorni progettando il proprio laboratorio d'armi, affinando le sue tecniche di lotta a mani nude e con l'ascia, e sperando di poter unirsi al più presto in matrimonio con la sua amata. Ma un giorno, compiuti i 24 anni, il suo padre adottivo morì, e la giovane che il ragazzo amava venne promessa in sposa ad un mercante di pelli molto più ricco di lui; rimanere a Garlic, per lui ormai non aveva più senso, e si recò allora da Arnold Dexter, suo maestro d'armi, per chiedergli se la sua proposta fosse ancora valida: l'uomo dapprima sembrò non avere la minima intenzione di accettare la proposta di quel villico, ma la situazione era tale che non poté farne a meno... Howling Hills, in seguito ad una sciagura si trovava a corto di scudieri e solo per quel motivo, Pathos riuscì a convincere Dexter, il quale gli disse: " Sei molto fortunato figliolo, in genere a chi rifiuta una mia offerta, non ne viene mai fatta un'altra...".
I patti di Arnold con Howling Hills, erano i seguenti: Pathos avrebbe dovuto incontrare, accompagnato dal suo maestro d'armi, una compagnia composta da due Magi ed uno scudiero, a Donegal, e lì il giovane sarebbe stato affidato loro e condotto alla Domus. Giunti a Donegal, Pathos ed Arnold Dexter, incontrarono la compagine, ma questi dissero loro che per il momento avrebbero dovuto sbrigare una faccenda impreVista e di grande importanza, per cui la loro partenza sarebbe stata ritardata di qualche giorno. Il maestro d'armi si dichiarò offeso dal loro comportamento, disse loro che aveva da sbrigare alcune importanti faccende alla sua città anche lui, e quindi non si sarebbe potuto fermare a Donegal.
I Magi parlottarono per un po' tra loro, prendendo poi una decisione inaspettata: avrebbero preso il forzuto giovane con loro, che avrebbe dovuto, all'occorrenza, dimostrare le sue doti di scudiero e di uomo di armi, proteggendoli dagli eventuali pericoli che essi avrebbero incontrato durante quella loro missione; inoltre proposero al fidato Arnold di unirsi a loro per un giorno solo, e che il suo aiuto sarebbe stato adeguatamente ricompensato nonché apprezzato da Garret, Primus di Howling Hills.
A Dexter la cosa sembrò strana..., di certo la faccenda si sarebbe dimostrata pericolosa, se i Magi avevano bisogno del suo aiuto... al tempo stesso non poté rifiutare tale offerta, perché non aveva la benché minima intenzione di rovinare i suoi ottimi rapporti con Howling Hills... Il gruppo, composto a questo punto da cinque elementi, si aggirava per la strade di Donegal, quando uno dei due magus si fermò di scatto davanti ad una casa ed iniziò a sollevarsi in aria, per guardare attraverso una finestra al primo piano: " E' qui! " disse, " giovane distruggi quella porta ed entriamo!" comandò a Pathos.Fracassare l'uscio di una casa per il giovane non fu impresa difficile, ed il gruppo risalendo le scale, come comandarono i Magi, giunse ad un altra porta chiusa, che Pathos distrusse a colpi d'ascia... Non appena i Magi entrarono nella sala, precedendo gli altri, uno di loro esclamò: "E' come aveva detto Garret... è Cabala... e quello è un Golem..."; un gigantesco essere dalla forma vagamente umana, si ergeva davanti a loro, alto almeno tre metri; iniziò ad avanzare... lo scudiero dei due Magi si interpose tra il gigante di pietra ed i suoi signori, sferrando un colpo di spada con tutta la sua forza. L'essere venne colpito ad un fianco,  abbassò lo sguardo verso l'uomo e lo colpì a sua volta... un unico pugno, ben mirato alla testa... quello che in passato era stato un valido scudiero si accasciò all'istante, mentre da ciò che restava della propria testa fiotti di denso sangue bagnavano il pavimento di quella sala.
Il Golem continuò ad avanzare.Uno dei due Magi, il più giovane dei due, lanciò un Pilum di Fuoco contro l'essere, ma capì subito due cose: che il suo attacco non aveva recato alcun danno a quel mostro, e che di lì a poco, all'interno di quella casa si sarebbe sviluppato un incendio. Prima di lanciarsi per le scale, il Magus più anziano tentò il tutto per tutto cercando di immobilizzare l'essere con un incantesimo, ma non vi riuscì, quindi, capendo che in quelle condizioni non era più possibile combattere, ordinò di scendere al pian terreno. Non appena i quattro stavano per ultimare l'ultima rampa di scale, il soffitto crollò, ed il Golem si ritrovò a pochi passi da loro, tanto che poté sferrare un pugno verso il più giovane dei Magi, che morì all'istante, con il torace devastato e tutti gli organi interni che a poco a poco andavano spargendosi sul pavimento.
Il fuoco cominciava a propagarsi anche lì, e quindi il Magus disse che lui tentava di spegnere le fiamme, mentre i due guerrieri avrebbero dovuto tentare, in qualche modo di tenere a bada quel mostro. Dexter e Pathos si lanciarono contemporaneamente brandendo le asce, verso quell'essere: il Golem parò l'attacco di Arnold con un braccio, mentre l'attacco del  giovane andò e segno e si mostrò di una così inaudita potenza da ferire in maniera grave l'altro braccio di quel mostro. L'essere, con dei movimenti fin troppo rapidi per la sua stazza, afferrò l'ascia che si era conficcata nel suo braccio, ed estraendola, la lanciò verso il combattente più anziano mentre con l'altro braccio, quello ferito, colpì il volto del più giovane.
Arnold Dexter morì all'istante, con l'ascia del suo allievo conficcatasi nella spalla sinistra fino a raggiungere il cuore, Pathos invece riuscì a sopportare a malapena il colpo subito al volto senza svenire... ma il dolore era fortissimo, e la sua faccia praticamente ridotta ad un ammasso di carne ed ossa senza alcuna logica... come se ciò non bastasse il giovane, barcollante cadde all' indietro, adagiandosi pesantemente sul pavimento che prendeva fuoco... Il Magus capì che l'unico modo per salvarsi consisteva nel distruggere quel mostro: estrasse da un sacchetto che teneva legato alla cintura otto poliedri di colore marrone, e, urlando e gesticolando in maniera quasi folle, scagliò un incantesimo distruttivo di una potenza tale che l'Essere si sgretolò.Il povero Pathos nel mentre riuscì a tirarsi fuori dalla casa in fiamme, e venne aiutato da alcune persone che si trovavano in strada, spegnendo le fiamme che gli avvolgevano il corpo.
Il Magus sapeva però che non era finita... tra i crepitii delle fiamme, e gli scricchiolii dei legni sopra il suo capo, egli si concentrò e, grazie ad un In Te trovò i pezzi di argilla che fino a poco tempo prima formavano il capo della Creatura. Li strinse nelle mani un po' alla volta e li distrusse magicamente, assicurandosi che la parola EMET, che aveva dato la vita a quel mostro fosse scomparsa. Poi, dopo aver raccolto la Vis che l'essere conteneva  e si lanciò velocemente verso l'esterno, mentre quella costruzione cadde su se stessa crepitando... Il giovane Pathos stava per morire, ma il Magus sebbene allo stremo delle proprie forze, lo curò con un Tocco Risanatore, e si premurò che in seguito venisse curato, e che le ferite gli venissero bendate. Dopo essersi procurato un uomo disposto a guidare il carro su cui era giunto a Donegal, il Magus tornò alla sua Domus, portando il corpo del ferito con sé.
Pathos guarì completamente in sei mesi, ed il suo fisico si riebbe completamente.. ciò che subì un duro colpo fu la sua psiche... Da quel momento in poi, chiunque lo vedesse rabbrividiva per il suo aspetto, ed il fatto che il colpo ricevuto dal Golem gli aveva arrecato danni tali alla lingua da renderlo muto, lo rendeva sempre più un asociale ed il rifiuto della società lo rese sadico nel combattimento. Per non far vedere l'orrendo aspetto del suo volto decise di bendarsi, come per suggellare un ultimo rifiuto verso gli esseri umani suoi simili...

 

updated on 04.04.03