Ars Magica Adventure
"Il matrimonio di Mathilda"
by Salvo "Duplo"
Tudisco
Disclaimer: Questa avventura è centrata su fatti che riguardano
la nostra Alleanza, Cliffheart,
ma è stata messa online perché potrebbe essere utile per trarne idee;
potreste anche adattarla alla vostra Saga. Buon divertimento!
Nobilissimi Signori,
scusate l’audacia di questa lettera speditavi da un interlocutore
a Voi ancora sconosciuto.
Il mio nome è Alexander Rocheford, Granduca di Bristol, figlio
del Granduca Hanry, nipote di Francois il Normanno, Duca di Chevalier.
Desidero invitare le Vs. persone al mio matrimonio con la nobildonna
Mathilda di Wuarden FitzStephen, duchessa della Contea di Corcaigh (Cork).
Lo sponsale si terrà giorno 17 Marzo presso la Chiesa di S. Patrizio
e sarà officiato dal vescovo Samson di Waterford.
Vi prego di intervenire alla festa che si terrà la notte precedente.
Vostro Alexander Rocheford, Granduca di Bristol
La lettera del Duca Rocheford viene recapitata da un messo di Lord
Robert a Kuron, il quale può offrirsi di consegnarla personalmente ai
magi o di trasportarlo sulla barca fino a Sherkin Island.
La scrittura dimostra un tratto sicuro, elegante.
< Tiro Int + Tradizione ecclesiastiche di 6+ >
Il giorno di celebrazione del matrimonio è lo stesso della ricorrenza
di S. Patrizio.
Questa è una conoscenza comune: il tiro sull’abilità fornisce
ulteriori notizie sul santo e sulla giornata.
Tutti a Corcaigh
Corcaigh dista 90km, percorribili in poco meno di una settimana.
Sarebbe giusto giungere a Corcaigh con almeno un giorno d’anticipo rispetto
al matrimonio.Porterete a Corcaigh una lettera di Aswick di Tytalus, chiusa
con della ceralacca. Lord Robert vi metterà a disposizione delle stanze,
dove potrete alloggiare per la notte. I grog verranno ospitati negli
alloggi delle guardie del palazzo.
Il giorno è a vostra disposizione per visitare il palazzo o la città
(v. pianta).
Il banchetto
Tutto è apparecchiato in maniera sublime. Estremamente elegante.
Sarà sicuramente un pasto abbastanza importante. L’unica persona che
non è presente è proprio Mathilda. L’usanza, dice Lord Robert, è di
non fare incontrare gli sposi.
Sono presenti:
Lord Robert di Wuarden FitzStephen;
Alexander Rocheford;
il Granduca Hanry e sua moglie la Duchessa Chandra, ed un uomo,
Jean Numet., che fa loro da traduttore e consigliere;
Frederick di Jerbiton da Ashenrise;
Sir Baldus di Athlone, potestà di Cionn tSáile (Kinsale);
Lord Gwenn McCharty, Duca di Cill Airne (Killarney) e sua moglie Olivia di
Ennis;
Lord O’Worthy, Marchese di Neidín (Kenmare) e sua moglie Kirian
di Kilkee;
< Tiro di Int + Conoscenza Umanistiche > per fare una buona
impressione a tavola.
Certo, sono pochi quelli che a tavola si mettono in mostra per la loro
educazione: Frederick è impeccabile, o almeno vi pare, e lo stesso Lord
Robert. Gli altri saranno pure nobili ma durante i pasti si comportano
più come maiali che come uomini. Anche le signore non si limitano nel
fare fragorosi rumori con la bocca, salvo poi ammiccare maliziosamente
per chiedere scusa.
La serata passa tranquilla, resa gradevole da un discreto accompagnamento
musicale e dall’ottimo vino.
Dopo cena Lord Robert vi invita a trasferirvi in un’altra sala e di
lasciare le donne alle loro chiacchiere.
Questa stanza è avvolta in una dolce penombra. Al centro si trova un
grande tavolo. Su di esso una grande mappa della contea di Corcaigh con
alcuni segni.
Le pareti sono umide. In un angolo un altro tavolo con alcuni volumi
sopra, accatastati e polverosi. Altri mobili coprono il lato destro
della stanza.
Dopo di voi entrano alcuni paggi. Portano delle sedie che hanno tutta
l’aria di non essere troppo comode; vengono messe attorno al tavolo.Viene
discussa la situazione delle contee ad ovest.
In breve i normanni e Lord Robert sono contenti dell’avanzata inglese
verso ovest. Frederick non commenta ma si limita a sorridere all’indirizzo
del padrone di casa. Alexander è divertito: sarà lui il prossimo signore
di Cill Airne. E’ facile immaginare che McCarthy e O’Worthy non sono
per niente contenti e nemmeno la promessa di una grande tenuta sulla
costa ovest restituisce loro buon umore, che per tutta la serata non
ritroveranno più. Vengono sciolinati dati, nomi di condottieri e generali
impegnati nella guida di questo e di quel plotoni, dati sulle vittime
e sui rifornimenti. Un esercito sta attualmente movendosi verso Cill Airne,
in modo da “favorire” l’inserimento del giovane normanno.
Viene chiesto un parere ai parere ai personaggi.
Nasce una accesissima discussione. I due irlandesi cercano di spiegare
le loro ragioni ma presto si rendono conto che è come essere scesi all’inferno
per convincere Satana a redimersi. Furibondi ed amareggiati, lasciano
l’assemblea dicendo che lasceranno il palazzo domani di buon’ora e
promettono vendetta.
Si fa notte tarda. E’ ora di andare a letto.
Chi rimane sveglio, potrà sentire una concitata discussione in gaelico
nella camera da letto di McCharty. O’Worthy, invece non è in
camera. Si trova nel cortile interno, col suo falconiere.
Il matrimonio
Il matrimonio si celebra nella cattedrale della città. A celebrarla
non sarà il parroco ma lo stesso Vescovo Samson. Lui e la sua scorta
arriveranno di mattino presto. Un calesse ed alcuni uomini a cavallo,
armati ed in alta uniforme inglese, scortano il carro coperto del vescovo.
Il carro è bianco con una grossa croce rossa ricamata sopra. Nessun
è presente nessun altro colore. Gli uomini di scorta sono soldati inglesi,
probabilmente uomini di Lord Robert, armati di spada e scudo.
L’arrivo del carro vescovile è annunciato da un gran viavai di gente.
Gli abitanti del castello, cortigiane, soldati e curiosi, creano due
ali che segnano il percorso della carrozza fino all’ingresso principale.
Ne scende Samson vestito dei sacri paramenti, vestiti di una qualità
eccellente e che chiaramente non gli avete mai visto addosso. Con lui
discende anche un frate. Questo comanda ad alcuni soldati di prendere
e condurre la carrozza ed il suo contenuto nella sacrestia della chiesa
e quindi di far ritorno.
Quest’uomo è un frate dell’abbazia, Fratello Edward di Corcaigh.
Il matrimonio avrà inizio a mezzogiorno ma Samson ha delle cose da
discutere con Lord Robert.
Venite chiamati nello studio della sera precedente. Alla luce del sole
la stanza appare essere più grande di quanto sembrasse la sera prima:
appesi sui muri ci sono alcuni trofei di caccia ed un gonfalone di una
contrada o società che non riuscite ad identificare, sebbene sia chiaro
che i colori presenti siano quelli della corona inglese. Un arazzo con
una scena di caccia copre un intero lato della stanza.
Presenti ci sono Lord Robert, lo sposo, suo padre e il Vescovo Samson
e Frederick di Jerbiton (il quale parteciperà alla funzione).
L’alto prelato vuole sapere quale sarà il comportamento di voi magi
alla cerimonia, se intendete entrare in chiesa.
Dopo la discussione il Vescovo si congeda e si trasferisce alla Chiesa.
La cerimonia
La piazza antistante la Chiesa è colma di gente che forma due grandi
ali che arrivano fino al sagrato. Lì su, due uomini in uniforme fanno
compagnia a Samson ed Alexander. Il vescovo è vestito di bianco con
alcuni simboli sacri intarsiati sul petto e si regge ad una pastorale
dorata. Si attende l’arrivo della sposa.
Sulla piazza si affacciano palazzi signorili e a più piani: due in particolare
chiudono il triangolo ideale della piazza. Passano una decina di minuti,
quindi la folla comincia ad urlare: arriva la carrozza della sposa.
Una grande carrozza, finemente adornata, si ferma davanti agli scalini
del sagrato. Lord Robert aiuta la sposa a scendere.
Mathilda è giovanissima, lo si vede chiaramente. Il volto è ancora quello
di una bambina e così il corpo, avvolta da un abito bianco, sfarzoso
e ricchissimo di ricami. I gioielli che indossa riuscirebbero a mantenere
cento famiglie di Corcaigh per dieci anni.
Dopo lo svolgimento della cerimonia, una volta usciti sul sagrato,
gli sposi si lasciano andare all’acclamazione della folla. La gente,
più per il semplice piacere che una festa reca, che per quello derivante
dal matrimonio di due signori inglesi, urla e fischia. Saranno centinaia
le persone nella piazza antistante la chiesa.
Non manca un gruppo di contestatori. Da quello che è possibile capire
si lamentano dell’opportunità di celebrare il matrimonio proprio nel
giorno di S. Patrizio. Alcuni soldati si occupano di loro.
Il banchetto
La sala principale del castello è stata addobbata per il sontuoso
banchetto. Su una specie di palco è stato messo un tavolo, separato
dagli altri. Alexander Rocheford vi invita a sedere con lui e la sua
nuova, allargata famiglia.
Il banchetto nuziale è ricchissimo. Zuppe e carni si susseguono in una
girandola di gusti. Alla terza portata qualcuno degli invitati è già
brillo ed inizia a cantare qualcosa che non riuscite bene a comprendere.
Mathilda non sta bene: il volto pallido ed il sudore che le imperla
la fronte non sono buoni segni. Inizialmente potrebbe sembrare stanchezza
procurata da una giornata certo ricca di emozioni; ma poi, scusandosi,
decide di abbandonare la sala.
“Vi invito a continuare la festa, perché sarò di ritorno dopo qualche
istante. Siate felici ed innalzate i cuori miei ospiti. Celebrate il
mio sposo come io farò da domani e per ogni giorno della mia vita”.
Dopo averlo baciato sulla fronte, Mathilda, seguita da alcune donne,
sparisce dietro la porta. La festa, dopo qualche attimo di imbarazzato
silenzio, riprende.
Passa quasi un’ora e di Mathilda non c’è traccia. Lord Robert viene
avvertito da un suo servo e cercando di passare inosservato lascia la
tavola.
Dieci minuti e uno dei personaggi viene chiamato. Mathilda è in camera
sua, sta molto male. La febbre è altissima e il corpo è in preda a spasmi.
Gli occhi vitrei e fissi, “Vedo la madonna, con la testa di un cane,
lì sul soffitto”. Vi accorgete che la pupilla è stranamente dilatata.
Mathilda morirà entro pochi minuti, minuti di agonia sia chiaro, stringendo
il lenzuolo.
Alexander sembra stia per diventare pazzo dal dolore.
Le indagini
Gli Intellego Corpus rileveranno la presenza di un veleno all’interno
della morta.
Come una goccia nera che cade in un liquido rosso e lentamente
si diffonde.
I cibi non sono stati avvelenati.
Ad uccidere Mathilda è stato un veleno contenuto nell’ostia nuziale.
In particolare:
DEADLY NIGHTSHADE, BELLADONNA (belladonna)
Medicinal use: pain killer, nervousness
Magic & beliefs: Deadly nightshade, devil's
herb, enchanter's nightshade. All these names reflect the bad reputation
that this plant has had for centuries. Just for example, an unknown
Greek scholar tells us that even a small amount of this notorious plant
can cause madness. Another reveals that one dose will cause hallucinations,
two downright insanity and three an instant death.
Historical notes In Italy, women used to wash their
eyes with a diluted juice of deadly nightshade in order to enhance their
beauty (this treatment enlarged the pupils). Hence it's other name,
belladonna.
A prendersi cura dell’addobbo della chiesa sono stati il parroco ed
il sacrestano, come ovvio, ma anche alcuni uomini di Lord Robert, con
l’aiuto di alcuni servitori del suo suocero normanno.
Uno di questo Monsieur Jean Numet, Chavalier di Lione, difensore del
Santo Sepolcro, si era occupato di dirigere gli allestimenti e di procurare
i fiori necessari. Pare infatti che Jean abbia un indiscusso gusto estetico
e che sia più adatto a questi compiti che a quelli di cavaliere.
Troverete Monsieur Jean in Chiesa, di sera. E’ tra i banchi, col capo
chino; sembra assorto, forse in preghiera. Inizialmente sarà riluttante
a parlare ma poi deciderà di liberarsi l’anima:
“Ebbene sono stato io, la mia mano ha ucciso Lady Mathilda Wuarden di
FitzStephen. La mia mano, certo, ma non la mia mente. Ho solo eseguito
il piano che mi era stato affidato”.
Inizialmente riluttante a confessare chi è il mandante dell’omicidio,
se costretto, rivelerà che è stato lo stesso Granduca Hanry, ma che
ne ignora il motivo.
Detto questo, sconvolto da quello che ha fatto, non trovando la pace
nemmeno davanti al sacro tabernacolo, decide di uscire dalla chiesa
e di prendere una boccata d’aria.
“Troppe cose mi girano per la testa”.
Quando Jean si troverà per strada verrà travolto da una carro con due
cavalli lanciati al galoppo. Morirà sul colpo. Avete perso il solo testimone
che avevate.
Il funerale
La cerimonia del funerale si svolgerà presso la cappella del palazzo.
Nessuno vuole tornare nella chiesa di Corcaigh, dopo l’evento luttuoso.
La cerimonia è solenne, in latino. I parenti sono disposti nelle prime
file.
Tantissimi i fiori. Alexander è sempre più disperato.
Un servo di Lord Robert, dopo la cerimonia, chiederà a voi Magi di
seguirlo in una sala, dove trovate riuniti Lord Robert e il granduca
Hanry.
Quest’ultimo è defilato in un angolo d’ombra, al riparo dalle luci delle
candele che ardono nella sala in cui siete ospitati.
Fuori piove a dirotto, e dalle finestre, sebbene sia pomeriggio non
entra alcun bagliore di luce solare.
Lord Robert si rivolge a voi: “In passato le nostre strade si sono
più volte incrociate e la nostra amicizia si è rivelata essere solida
e duratura, cari amici e care amiche. Anni fa avete portato in me la
gioia di poter riabbracciare un figlia che credevo scomparsa, ma che
ora nemmeno le vostre Arti, immagino possano riportare da me. La mia
amata Mathilda è stata uccisa, avvelenata usando una qualche sostanza
che porta agonia e disperazione. Il mio speziale non ha dubbi su ciò.
Spasmi che si addicono ad un potente veleno, visioni immonde, hanno
accompagnato la mia amata figlia negli ultimi istanti della sua breve
vita.”
Tuoni.
“Il mio con suocero, il qui presente Granduca Hanry, ha offerto il suo
aiuto per scoprire che possa essere stato a compiere una simile infamia.
Anche il vostro aiuto sarà gradito. A me quanto al Granduca, il quale,
oltre a piangere con me per la scomparsa della mia povera figlia, dovrà
adoperarsi per consolare il proprio figlio, privato della donna che
amava nel giorno stesso delle nozze.”
Prenderà la parola Hanry. “Mi è stato riferito che Monsieur Jean Numet,
che si era occupato dell’addobbo della chiesa ha avuto un incidente
ieri, morendo travolto da un carro che certamente non appartiene alla
mia corte, né, come comprensibile a quella del mio caro amico FitzStephen;
anzi, ritengo probabile la mano degli estremisti irlandesi in tutta
questa faccenda. So anche” e dicendo così si gira verso l’uomo che in
disparte osserva la discussione nella semioscurità, “che voi eravate
con lui quando l’incidente è successo. Sarebbe interessante saperne
di più.”
A questo punto dovreste scegliere se dire o meno ciò che sapete sull’assassino
materiale di Mathilda.
Le prove
Durante le indagini, tutte le prove porteranno all’incriminazione
della gente di Corcaigh e si concentreranno in queste direzioni:
- Viene trovata una boccetta vuota dietro un mattone della stanza
di McCharty. La boccetta reca tracce di belladonna.
- Un soldato inglese dice di aver ucciso il falco che la notte prima
si era allontanato dal cortile interno del palazzo. Tra le zampe c’era
un foglietto con un messaggio “il secchio è colmo, guardo a ovest”.
Tiro Int di 9+ per ricordare con buona sicurezza che il Marchese
XXX era mancino
Tiro Int di 9+ per riconoscere che la scrittura su quel messaggio è
di un uomo non mancino
Tiro Int di 9+ per ricordare il falco visto la notte precedente
Tiro Int + Trattare con gli animali di 9+ per capire che questo
falco non è quello di XXX
- Gli uomini di Lord Robert sanno per certo che Lord McCharty intratteneva
rapporti commerciali con l’Italia.
- Analisi del carro che ha ucciso Jean Numet
E’ passato un giorno dal funerale di Mathilda.
Dalla notte in cui è morta la giovane non ha mai smesso di piovere.
In una sala spoglia ma essenziale, viene invitato un rappresentante
di Cliffheart.
In questa sala vi sono Lord Robert, il Granduca, Alexander e Frederick
di Jerbiton.
Prenderà la parola il Granduca Hanry, se voi non avete prove da esibire.
Il Granduca esporrà una serie di ipotesi, a sostegno della tesi della
sua accusa nei confronti del Lord Irlandese. L’espansione dei possedimenti
del Granduca, avrebbe portato una infelice situazione politica e strategica
per la vita degli abitanti della Contea su cui lui ancora regna.
Un atto di odio indiscriminato sembra essere stato il movente.
Lord Robert è sgomento per quanto gli viene rivelato.
Per Lord McCharty, non c’è nulla che possa essere detto o fatto per
salvarlo dall’accusa di omicidio.
Le prove esposte sembrano essere senza alcuna debolezza.
Il Granduca ordina la cattura degli uomini di McCharty. La carovana
dovrebbe trovarsi ad un giorno circa di cammino da Corcaigh. Presto verranno
raggiunti e massacrati.
Fatti conclusivi
La corte del Granduca si muoverà entro due giorni. Andrà verso ovest
per prendere possesso delle terre promesse a suo figlio. Al castello
di Lord Robert fervono i preparativi.
Improvvisamente la routine della preparazione viene rotta dalla notizia
che il Granduca Hanry è stato stroncato da un colpo al cuore, pochi
minuti fa, nello studio che era stato approntato per lui.
Sulla scena si trovano Chandra, la moglie, due guardie del palazzo,
lo speziale e medico di Lord Robert e lo stesso signorotto inglese.
Hanry è seduto sulla sua sedia. Davanti a lui alcuni fogli di pergamena,
la mano destra sporca di inchiostro.
Tiro di Int + abilità per accorgersi che nessuno dei fogli, invece,
è stato minimamente sporcato.
La cosa può apparire bizzarra. Come ha fatto a sporcarsi le dita
senza sporcare un foglio con una singola macchia? Certo, è noto come
niente supera la fantasia come la realtà, ma è anche lecito avere qualche
dubbio? E se il Granduca stesse veramente scrivendo qualcosa e questo
qualcosa fosse stato sottratto?
Quello che il Granduca aveva appena finito di scrivere era la confessione
dell’omicidio che lo vedeva nei panni del mandante. Ha deciso che nessuno
avrebbe dovuto sapere della malattia (per i canoni medioevali) del figlio.
Il matrimonio con una FitzStephen avrebbe giovato alla sua famiglia,
permettendogli di acquisire dei nuovi territori, lontani dalla sua terra,
e protetti dall’esercito del suo alleato, Enrico III,senza che a lui
costino un solo scudo.
Ha deciso, quindi, di uccidere la sposa per liberare il figlio dalla
vergogna che lo aspettava la notte stessa del matrimonio.
Hanry è stato ucciso dallo stesso veleno usato precedentemente, ma in
dosi maggiori. E ad ucciderlo è stata sua moglie Chandra, che lo aveva
scoperto.
Rivelato tutto a Lord Robert, i Magi verranno gentilmente invitati
a lasciare la dimora.
E’ chiaro come i fatti delittuosi di corte non vadano resi pubblici
e sottoposti ai tribunali ficcanaso della Chiesa. Non è chiaro cosa
ne sarà dei territori sulla costa occidentale, ma la possibilità che
rimangano ancora irlandesi è solo una speranza.
HTML by Andrea Lombardo
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