Ars Magica Adventure
"Il mistero della strega di Beanntraí"

by Alessandro "Tristezza" Bonanno

 

Nota: Questa avventura è stata pensata per la nostra Alleanza, Cliffheart, ma è stata messa online perché potrebbe essere utile per trarne delle idee; potreste anche adattarla alla vostra Saga.

 

E’ una mattina di primavera come tante, a Cliffheart. Ad un tratto Kuron bussa alle porte della magione assieme ad un manipolo di uomini. Sono rappresentanti del villaggio di Goldvylle, sito nella Baia di Beanntraí (Bantry), che hanno una richiesta di aiuto da fare a Cliffheart.

Da qualche giorno succedono fatti strani: il pesce pescato diviene marcio dopo nemmeno un ora dalla pesca, si a che venga salato o meno, le radici, le erbe raccolte seccano e deperiscono, le uova al loro interno sono fatte di polvere, l’acqua non può essere bevuta perché non appena viene versata nei secchi diviene torbita ed inizia a puzzare di marcio.

Quanto detto dai popolani viene confermato da Kuron.

Aswick vi invia ad indagare per ovvii motivi.

1) La disgrazia della  Baia

La situazione è effettivamente grave. Giunti sulle rive della baia vi potete accorgere che i fenomeni di cui parlava Kuron e gli abitanti del  villaggio accadono realmente, ma che riguardano solo gli abitanti di Beanntraí!!!!

Ad esempio l’acqua che viene raccolta da voi rimane limpida fino a quando un abitante del luogo non si accinga a berla, e cose analoghe accadono per le carni etc....

Tutti agli abitanti hanno molta sete, ed anche i morsi della fame non sono da meno. L’acqua che avete con voi non può dissetare nessuno.... appena viene toccata dagli abitanti di Goldvylle, diviene stantia e putrida.

Nel villaggio non vi è Aura di nessun tipo. E non vi sono spiriti ne’ presenze.

Parlando in giro vi accorgete che la gente parla di una leggenda che i vecchi tramandano da generazioni.

(tiro Tradizione delle leggende 12+ [è molto circoscritta], oppure tradizione della zona 6+; basterebbe)

Eileen dovrebbe conoscere la leggenda, che le è stata raccontata da Barbalbero, il quale però gli ha taciuto gli avvenimenti reali. Se ella non ricorda oppure non si vuole parlare con i vecchi, Barbalbero è sempre a disposizione. Ma attenzione: se gli viene chiesto di raccontare la leggenda di Koivea, egli non racconterà altro che non sia la leggenda.

2) La maledizione di Koivea

Il vecchio Wiald, il più anziano del villaggio vi raggiunge per raccontarvi della maledizione:

La tradizione vuole che una vecchia malvagia, legata a qualche strano culto ormai estinto nella zona,  maledisse gli abitanti di Beanntraí. Ella voleva prendere con sé il figlio di una giovane donna, per sacrificarlo a una divinità malvagia, ed a  tal fine giunse nel villaggio di Goldvylle, con al seguito una stregua di deformi creature infernali. La lotta tra gli abitanti del villaggio e le creature della vecchia videro trionfare i primi; la vecchia venne uccisa ed i suoi deformi servi ricacciati indietro, anche se il fanciullo morì ugualmente. La leggenda narra che la vecchia fosse  stata legata ad uno scoglio a morire di inedia, e che avesse maledetto tutti gli abitanti di Goldvylle e i loro discendenti, destinandoli ad una fine uguale alla sua. Wiald e gli altri anziani temono che questa il momento della vendetta di Koivea sia giunto...

Se volete alcuni abitanti del villaggio vi accompagneranno nel luogo dove si narra fosse stata incatenata Koivea. Su di uno scoglio vi sono delle catene, ma non i resti di ossa. Anche richiamando lo spirito della vecchia non accadrà nulla. Evidentemente i suoi resti si trovano da un’altra parte.

Perlustrando i monti a nord, (Nessun abitante di Goldvylle, ha però il coraggio di accompagnarvi), dopo una mezza giornata di ricerche vi imbatterete in un monte con una grande caverna sul versante nord, ed al suo interno troverete scheletri umani, ma deformi. Gli scheletri hanno, oltre ad una serie variegata di deformità, tutti un particolare in comune: le cavità delle orbite sono occluse, come saldate (esaminare + int 9+).

Della vecchia nemmeno la + pallida ombra (nemmeno lo spirito).

Se a questo punto andrete a parlare con Barbalbero, raccontandogli i particolari, egli vi potrebbe raccontare la storia, ma così, sarà trascorso un intero giorno, e nel mentre gli abitanti di Goldvylle, continuano a patire la fame e la sete.

3) Il racconto di Barbalbero

Tanti anni addietro Inverary, un piccolo villaggio a ridosso del bosco di Beanntraí era abitato da uomini e donne senza religione e senza morale; accoppiarsi tra consanguinei era una normalità, fino al momento in cui le deformità che caratterizzavano gli abitanti del villaggio erano tante e tali che gli ultimi nascituri erano talmente deformi che difficilmente si sarebbero definiti umani, e molti di essi, essendo già malati alla nascita, morivano poco dopo.

Sulla costa viveva una vecchia, Koivea, assieme alla sua piccola nipote. Ella era legata al culto di Dagda, ed era solita aiutare tutti coloro che chiedessero il suo aiuto in cambio di qualche offerta in onore del suo dio e di un po’ di cibo. Ella aveva grandi conoscenze e si diceva che avesse grandi poteri, essendo capace di curari i malanni anche più gravi con le proprie pozioni e con i propri rituali.

Gli uomini di Inverary, chiesero aiuto alla saggia Koivea, ma ella, interpellando Dagda disse che la natura era loro avversa, e che, sebbene fosse solita aiutare tutti coloro che chiedessero il suo aiuto, stavolta non avrebbe potuto in quanto Dagda era adirato con loro perché andavano contro la natura delle cose, e quella era la punizione per le loro azioni.

Gli abitanti di Inverary, tornarono più volte da Koivea, ma ella non diede mai loto aiuto, sebbene le loro offerte fossero cospicue e le cibarie prelibate.

Fato volle che a Goldvylle, in un villaggio sul versante della baia di Beanntraí più prossimo a  Roaring Bay, una donna fosse ammalata nel momento del parto e che il proprio figlio nascesse deforme: Koivea, chiamata in aiuto, interpellò Dagda e prese la decisione di aiutare il figlio della giovane preparando tisane e pozioni, assistendolo e facendo sacrifici... Il piccolo nel giro di un mese guarì.

Gli abitanti di Inverary, nei quali il tarlo della follia avanzava al pari delle deformità, saputa la notizia, catturarono la vecchia nella caverna dove era solita dimorare, la picchiarono e la costrinsero a condurli al villaggio in cui aveva compiuto il “miracolo”, minacciandola di uccidere lei a la propria nipotina, s enon avesse fatto quanto richiestole. Koivea chiese più volte aiuto a Dagda ma egli non gli diede nami alcun segno della sua presenza.

Un manipolo di folli uomini deformi, irruppero a Goldvylle, con la vecchia davanti a loro, che chiese di vedere il bimbo che aveva curato, sotto comando degli abitanti di Inverary. Gli uomini del villaggio si allarmarono nel vedere tutti quegli uomini deformi dietro la vecchia, ma ella disse loro di non preoccuparsi e che il rituale doveva essere ancora ultimato, mentendo.  Venne avanti la madre del bimbo “miracolato” con il frutto del proprio grembo tra le braccia e di li a poco si scatenò il finimondo. Gli abitanti di Inveary uccisero la donna ed il proprio figlio, scaraventando a terra Koivea, la quale cercò , in mezzo alla bolgia della battaglia tra i sani ed i deformi,  la propria nipotina, condotta lì per evitare che la vecchia si rifiutasse di compiere quanto le era stato comandato.

Gli abitanti di  Goldvylle ebbero la meglio su quelli di Inverary, i quali scapparono via.

Koivea riuscì a mandare via sua nipote appena in tempo, e la bimba scappò mentre gli abitanti di Goldvylle, in preda alla furia condussero la vecchia alla baia, la incatenarono alla baia e la lapidarono.

La vecchia non morì subito, in seguito alle ferite riportate, ma lentamente, di inedia. Ella invocò più volte Dagda, ma il suo dio non rispose come tale, ma nell’altra sua forma, la sua metà iniqua e malvagia, Efion, che le concesse un unica occasione di vendetta. Ella non volle vendicarsi verso gli uomini di Goldvylle, ma maledisse gli abitanti di Inverary, ed i loro deformi discendenti, privandoli perennemente della vista, come gli uccelli predatori avevano strappato a lei gli occhi dalle orbite.La maledizione fu proferita urlando in una lingua incomprensibile a qualunque umano.....

 Sul punto di morire, Koivea in preda alle più atroci sofferenze, con i brandelli di carne che gli uccelli predatori le avevano lasciato addosso riarsi dal sole e disidratati, si sforzò per maledire anche gli uomini di Goldvylle, ma né Dagda, né tanto meno Efion, risposero alla sua invocazione.

Alcuni abitanti di Goldvylle intesero quelle parole, e da quel momento in poi iniziarono a vivere nel terrore che la maledizione di Koivea un giorno si potesse avverare.

Barbalbero non sa nulla su chi e come possa aver maledetto gli abitanti di Goldvylle. Sa solo che la nipote di Koivea ebbe una discendenza, perpetrando il culto di Dagda, e che l’ultima discendente è una vecchia che si trova sull’isola di Cape Clear, Nuhret.

4) Ritorno a Cape Clear

Dato che in nessun modo riuscirete a levare l’incantesimo sulla zona, anche perché non riuscite a capire di che tipo di magia si tratti, l’unica cosa da fare sarebbe quella di tornare a Cape Clear, per cercare Nuhret.

Prima di salpare alla volta dell’isola Kuron dovrà lanciare “Percepire il tempo atmosferico” Una tremenda bufera si abbatterà nelle prossime ore, ed anche se si raggiunge l’isola secondo il marinaio sarà poi impossibile tornare indietro.

Dato che la situazione degli abitanti di Goldvylle è drastica, non ci sarebbe + tempo da perdere. Gli abitanti di Goldvylle non riescono più a bere da 3 giorni.

Gunti a Cape Clear, facilmente ritroverete il luogo dove viveva Nurhet, ma sarete fermati da Rob, con i suoi ideali ribelli. Se chiederete notizie di Nuhret, oppure lasciate trapelare qualcosa riguardo il motivo del vostro ritorno sull’isola, il giovane potrebbe dirvi che Nuhret è solita allontanarsi dall’isola ultimamente, ma per brevi periodi, su imbarcazioni dirette verso l’Irlanda.

Potreste salire sul monte, ma non troverete la vecchia.

Il cielo è nuvoloso, cupo e si sentono tuoni tutto intorno. E’giunto il maltempo presagito da Kuron.

La scena è del tutto simile a quella della prima volta, solo che la vecchia ed i suoi cani non ci sono. Seppellite sotto il braciere, se qualcuno lancia un incantesimo adatto, potrebbe scoprire la presenza di ossa.

Nel mentre è scesa la sera, e piove a dirotto.

Non potrete ripartire da Cape Clear, a causa del maltempo. Troverete una sistemazione proprio nel villaggio di Cape Clear, in una stalla messavi a disposizione da Rob.

5) Il volere di Dagda ed Efion

Durante la notte, se fate dei turni di guardia, chi è di guardia sentirà un buon profumo provenire dall’esterno e si addormenterà (tiro cos – per > 12 per resistere; se cade addormentato dormirà per dodici ore come un bambino). Ad un tratto verrete svegliati da una litania, da un canto,. Risvegliandovi,  troverete tra voi e l’uscita della stalla la vecchia Nurhet, accerchiata dai suoi cani; ce ne sono sei. Ella ha acceso un fuoco, ma la paglia sparsa in giro non brucia, ed i cavalli non sembrano allarmati dalle fiamme.

“So perché siete tornati, - dice gettando delle ossa nella brace scoppiettante – e so anche che volete che io intervenga in una cosa che è al di fuori delle mie capacità e della mia conoscenza. Dagda mi ha detto il motivo della vostra visita, ma non vi è nulla che io possa fare. La mia antenata si rivolse ad Efion, il lato oscuro di Dagda, mentre io non ho con egli alcun rapporto e contatto, né tanto meno ne vorrò mai avere. A me interessa solo fare del bene, e conoscere il bene racchiuso dentro ad ogni cosa.”

Ella mente, lanciare Int + Astuzia > di Com (2)+Astuzia (menzogne=6)

Se le vostre domande non sono pertinenti, e non avete grosse prove a suo carico, potrete solo chiederle di cercare di levare il maleficio dagli abitanti di Goldvylle; lei dice che non sa di che tipo di maleficio si tratti, e che, anche se lo sapesse, non ha la minima intenzione di salvare chi ha ucciso una sua antenata.

La discussione potrebbe protrarsi a lungo, Nurhet  è una buona narratrice, e difficilmente si tradirà.

Per smascherarla potreste insultare la sua antenata, oppure difendere a spada tratta quanto fatto dagli abitanti di Goldvylle secoli addietro, o comunque fare in modo che alla si arrabbi molto.

“Voi forse sapete cosa vuol dire vivere da soli, rifiutati da tutti... essere rispettata solo perché temuta, o per un mero tornaconto di chi ha bisogno dei tuoi poteri. Voi credete forse che la mia antenata fosse malvagia? La malvagità degli uomini ha fatto sì che ella si rivolgesse a Efion. Dagda abbandona chi trama vendetta, chi abbandona la strada della natura, o chi vuol usare i propri poteri a scopo personale.... Lei non  avrebbe mai voluto essere abbandonata da Dagda, ma così fu.... Io invece ho scelto di abbandonarlo... Andatevene, adesso.... non riuscirete a farmi cambiare idea....”

La situazione potrebbe precipitare facilmente.

“Credo che proprio che voi non ve ne andrete mai da Cape Clear... Per Efion, fratello malvagio, lato di tenebra, che al tempo stesso sei tutt’uno con Dagda, che i miei fidi compagni scaccino chi impedicse la mia vendetta ”

I sei cani che accerchiavano Nuhret si schierano davanti a lei, i loro occhi cominciano a brillare ed i loro corpi a tremare, mutando ed unendosi a due a due. In meno di un paio di secondi 3 bestie feroci a due teste si frappongono tra voi e la vecchia.

Il fuoco che ardeva al centro della stalla inizia a propagarsi ed in meno di cinque minuti avvolgerà l’intera stalla. Qualcuno dovrebbe preoccuparsi di salvare la roba.... oltre che la pelle, in primis.

Se qualcuno ha Sesto senso, o non partecipa allo scontro con i cani, allora potrà vedere Nuhret allontanarsi dalla stalla e potrebbe inseguirla. Altrimenti, sconfitti i cani, vi accorgete che la vecchia non c’è più.

La troverete in mezzo ad un piccolo spiazzale, fradicia d’acqua con la mani al cielo che recita a squarciagola parole incomprensibili. Evidentemente il Dio malvagio Efion, o si è impossessata di lei o le ha tolto la ragione. Sono accorsi alcuni uomini del villaggio, tra cui Rob.

“.....nulla potete fare contro di me. La mia maledizione sarà eterna su Goldvylle, ed eterna anche su voi e su quelli come voi” Attorno a lei smette di piovere, si crea un vortice. Lo scarno corpo inizia a tremare ed agitarsi. Galleggia a mezz’aria e si gira verso di voi recitando strane parole. Se non farete qualcosa, e subito, Tutti voi sarete maledetti.

Tiro int 6+: visto che gli abitanti di Inverary sono stati maledetti e la maledizione è continuata anche dopo la morte di Koivea, è ragionevole pensare che la maledizione su Goldvylle permarrà anche se uccidete Nuhret. L’unica cosa sarebbe fare in modo di ferirla e cercare poi di farla tornare alla ragione.

Attacchi magici con effetti “fisici” come il corso d’acqua etc... non riescono ad attraversare il vortice. Attacchi invece di altra natura che hanno come bersaglio lei potrebbero avere effetto. Un colpo di arma deve essere scagliato con forza +12 per poter penetrare il vortice (vale il  bonus di +5 alla carica). Il vortice comunque attutisce i colpi, e all’interno di esso Nuhret è come se avesse un assorbimento di + 15.

Se ferite Nuhret, prima che ella possa maledirvi, stramazzerà a terra, e dal cielo, nel punto ove si era creato il vortice, una luce azzurra splendente scenderà su di lei.

Anche il corpo della vecchia inizierà a risplendere, e nessuno potrà avvicinasi alla vecchia; emana troppa luce.

Una voce possente, non unica ma composta da due voci,  che sembra provenire dal cielo sopra di voi, dirà:

“Io Dagda, tutt’uno con Efion, io signore della natura e amante della vendetta, io amore ed odio, raccolgo questa mia serva divenuta schiava dell’odio verso antichi soprusi.... questo è il volere mio, il Nostro volere. Che svaniscano i favori, i benefici, le cure, e con essi le vendette ed il male...”

Il corpo di Nurhet svanisce, tramutandosi in scintille luminose.

Un profondo sonno colpisce tutti voi.

Ognuno di voi si ritroverà nel proprio Sanctum, il giorno in cui Kuron vi  ha avvisato dei fatti di Goldvylle. Nessuno ricorderà nulla. Nessun maleficio si è abbattuto su Goldvylle.

Se qualcuno dovesse tornare a Cape Clear troverà tutto esattamente come l’aveva conosciuto il giorno dell’esplorazione. Nuhret sarà lì, ad accudire i propri cani, a fare pozioni per gli abitanti del villaggio e a predire il futuro. Quali siano i suoi effettivi poteri (se mai ne avrà), nessuno potrà dirlo.

Gli abitanti di Inverary sono morti ugualmente col tempo a causa delle malformazioni. Non vi sono catene sullo scoglio della Baia di Beanntraí.

Solo un grande albero secolare con strani poteri ricorderà anche ciò che per voi non è mai accaduto, ma come si dice, questa è un altra storia...

6) Statistiche

Cani malefici a due teste

Statistiche vitali:
Taglia –1; Furbizia 0; Per +2; For +2; Cos +2; Des –1; Rap – 2
Combattimento:
Morso: Prima Mossa: +3; Attacco: +3, Danni +8
Artigli :  Prima Mossa: +3; Attacco: +2, Danni +5
Assorbimento +6;
Livelli di salute: OK, 0/0/-1/-3/-5/Morto

 

HTML by Andrea Lombardo