I DEMONI E L' ORDINE

I testi che i padri del nostro ordine ci hanno tramandato, e su cui noi stessi, giovinetti, abbiamo appreso le basi dei nostri studi, non trascurano mai di ammonire lo studioso delle scienze arcane dall'avere contatti colla progenie di Lucifero. Questo divieto, incorporato dal Magister Bonisagus nel Codice delle Leggi, mira, ci e' stato ripetuto allo spasimo, a proteggere la societa' dei magi e l'umanita' tutta dall' opera strisciante di questi figli dell'abisso, maestri supremi dell'arte del raggiro e della menzogna. Ma e' davvero necessario un simile rigore ancora oggi, agli arbori del XIII secolo? E' un dato d'esperienza che la maggior parte dei demoni che l'oscuro sire invia sulla terra a tentare le anime degli uomini non sia dotata di poteri paragonabili a quelli di un magus esperto, essendo le loro forze ed astuzie richieste per corrompere la semplice plebaglia o la facilmente tentabile classe nobiliare (ed ometto di parlare del clero, fratelli, in quanto sono convinto ch'essi non necessitino alcun aiuto per perdere la loro anima). E in ragione di cio' appare plausibile che a tale compito si dedichino i meno vigorosi guerrieri degli inferi, quelli inadatti a confrontarsi nel campo di Armageddon e percio' dispensati dai duri preparativi che fervono nelle profondita' della terra cosi' come nelle sfere celesti. Sebbene i piu' stolidi siano destinati alla cura dei dannati accade cosi' che i demoni che infestano oggi le terre cristiane non rappresentino, chicche' ne dicano le scritture, un pericolo mortale per chi e' preparato ad affrontarli. Un demone tentatore tipico si presenta dotato di una scarsa resistenza magica, tale che anche incantesimi di terza o quarta magnitudine sono sufficienti a superarla, se lanciati con proprieta'.

ricordate che il Clero ha grandi poteri contro i demoniVi sono inoltre numerose armi terrene in grado di infliggere grave danno, e simboli ed orpelli capaci di incutergli timore. I poteri piu' comuni del demone, eccettuata la forza fisica, quasi sempre superiore a quella umana, sono paragonabili alle formule ermetiche piu' semplici e facilmente padroneggiabili, e sono contrastabili senza troppi rischi da chiunque abbia una parma magica. Per quanto riguarda le capacita' tentatorie e la retorica, esse non preoccupano certo chi e' uso frequentare i tribunali e partecipare alle dispute che vi si svolgono. Avere a che fare con simili mostri si dimostra presto molto meno rischioso che affrontare draghi, fate unseelie o orchi: si dice che un profano fiorentino ne abbia sconfitti senza aiuto tre, e si sia guadagnato con cio' il diritto di transitare per gli inferi allo scopo di ritrovare la sua amata e riportarla sulla terra, mettendo in scacco lo stesso Lucifero. Eppure nemmeno al piu' potente magus e' concesso sfidarli per guadagnare i loro servigi o apprendere la loro magia, col pretesto di un presunto e non meglio precisato pericolo politico per l'ordine, come se la torma desiderasse vedere diavoli pr le strade piuttosto che saperli rinchiusi in un sanctum, o come se la chiesa fosse ci fosse cosi' ostile da vietarceli quando chiude un occhio sui nostri esperimenti sugli uomini o sulle reliquie dei loro santi. Un divieto inutile, quindi, che limita fortemente chi desidera impratichirsi della tecnica piu' potente, quella che regola il flusso stesso della magia: la vis Vim, a cui i demoni sono intimamente legati e della cui essenza senza dubbio sono intrisi. La proibizione di intrattenere rapporti coi diavoli diviene allora, per gli arcimagi, un insormontabile ostacolo nello studio della metamagia, la tecnica che, lo ricordo, permette la comprensione piu' profonda del potere da cui l'ordine trae la sua forza. Un sapere di cui Bonisagus era depositario e sul quale ha basato l'ars magica, la chiave di volta di tutta la costruzione teoretica che noi studiamo fin dall'adolescenza ed i cui segreti ci sfuggono poiche' non ci e' dato di scrutare la sua esternazione piu' evidente.

Escludere dallo studio della vis Vim le creature ad essa piu' affini rappresenta una forte limitazione allo sviluppo teorie magiche avanzate, nonche' alla creazione di incantesimi adatti ad offendere le creature infernali, ed e' inverosimile immaginare che di tale limite Bonisagus mai si sia accorto: potrebbe d'altro canto il maestro aver elaborato la sua rivoluzionaria concezione della magia senza esplorare a fondo questo campo? Io non lo credo, e sono anzi propenso ad immaginare che molte delle sue intuizioni siano state sviluppate quali frutti di un proficuo rapporto con un demone maggiore ch'egli aveva in qualche maniera vincolato. Bonisagus potrebbe aver allora prospettato una gerarchia occulta all'interno dell'ordine, tramandando questo sapere "proibito" solo ai suoi apprendisti, destinati a formare poi quella casata che ancor oggi porta il suo nome. E' forse un caso che appartengano spesso alla domus bonisagi i magi piu' versati nello studio della teoria magica pura e della vis Vim? Sotto questa luce anche la Guerra dello Scisma, che ha portato alla completa caduta della casa di Diedne, appare nulla piu' che un' azione reazionaria ben manovrata da abili oligarchi interessati non al benessere ed al potere dell'ordine quanto piuttosto ai propri. Il sottoscritto invita tutti i fratelli delle casate ancora fedeli allo spirito dell' Ordine ad impegnarsi per far cadere questo inutile divieto, che offende le nostre intelligenze e tarpa le ali ai nostri studi, per poter studiare alfine direttamente le creature infernali e con esse le più potenti regole della magia. E se qualcuno di noi cadrà in questa battaglia della conoscenza, non come incauto, ma come eroe dovrà esser ricordato, dato che mai invano muore chi s'adopera per la grandezza del potere dell'uomo e della magia. Gli amici dell' Ordine sono i miei amici, i nemici dell' Ordine sono i miei nemici

Anno Domini MCCI, domus hermetica Bellaquini

Magus Cassius ex Tremere